Crisi Jabil, coro di accuse contro i licenziamenti e Di Maio

Da Magliocca e Fratoianni parole dure dopo la fumata nera nel vertice convocato al Ministero

Nicola Fratoianni e Giorgio Magliocca

Piovono critiche da destra a sinistra dopo il vertice di giovedì al Ministero dello Sviluppo Economico per la vertenza Jabil, la multinazionale americana che ha annunciato un piano da 350 licenziamenti per lo stabilimento di Marcianise.

Il confronto avvenuto ieri a Roma, con i lavoratori bloccati dalle forze dell’ordine e ai quali non è stato consentito di raggiungere la sede del Mise, ha visto la posizione della società immutata, confermando i licenziamenti e lo spettro di una nuova crisi occupazionale nel casertano.

Intanto sindacati e operai non mollano la presa, con l’intenzione di tenere alta l’attenzione sulla vertenza. Per lunedì 1 luglio le sigle sindacali hanno infatti indetto un picchetto dei lavoratori davanti la sede di Confindustria Caserta, in via Roma, alle 15.

Sulla vicenda è intervenuto il leader de ‘La Sinistra’ Nicola Fratoianni, che ha accusato la Jabil di un comportamento “arrogante”, per una scelta che va “ contro tutti gli appelli delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni, nascondendosi dietro generiche e presunte difficoltà del mercato. La provincia di Caserta, il Mezzogiorno, il Paese non possono più subire la perdita di altri posti di lavoro. Ai lavoratori va il nostro più convinto e determinato sostegno. Dove stanno i presunti nazionalisti quando c’è da difendere i lavoratori contro gli interessi forti di una multinazionale? Si sveglino al governo e pensino ai problemi seri”.

A rincarare la dose è il presidente della Provincia di Caserta Giorgio Magliocca, che tira in ballo l’assenza al vertice del Ministro Luigi Di Maio, ritenuta “semplicemente incommentabile. Un’inaccettabile fuga dalle responsabilità che non ha nulla di istituzionale. Ci sono tante lavoratrici e lavoratori casertani e campani, come lui tra l’altro, che non possono e non devono essere abbandonati al proprio destino, ai quali è stato negato persino il diritto di manifestare il proprio disagio dinanzi al Ministero. Tutto ciò non può essere consentito – prosegue il Presidente Magliocca –  C’è in gioco la sopravvivenza non solo di un’azienda, ma di un intero indotto che verrebbe messo in ginocchio da una drammatica chiusura. I licenziamenti previsti vanno immediatamente ritirati e bisogna mettere in campo ogni energia per trovare, con la proprietà, soluzioni accettabili che salvaguardino la dignità ed il diritto alla serenità di tante famiglie e di tanti figli e figlie di questa nostra Terra. Si faccia presto e bene. Per quanto di nostra competenza, siamo pronti, come sempre, a fare la nostra parte”.

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