Furia De Luca: “Arriveremo a 3mila contagi. Se non stiamo a casa tra un po’ conteremo i morti”

Il presidente della Regione: “Bisogna chiudere tutto, militarizzare i territori e dare poteri speciali alle forze dell’ordine”. E poi: "Sento che c'è chi vuole organizzare feste per la laurea: vi veniamo a prendere coi lanciafiamme"

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca

Oltre 700 contagi ad oggi, che potrebbero diventare 1500 entro il 29 marzo ed addirittura tremila ad inizio aprile. Sono numeri molto duri quelli annunciati dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nella diretta su Facebook per fare il punto della situazione sull’emergenza Covid-19.

“Sono dati pesanti ma che, comunque, possiamo governare se si rispettano alcune condizioni - ha affermato il governatore - Ma purtroppo qui c’è una fetta di popolazione che costruisce ed un’altra parte che demolisce. Allora il problema diventa drammatico”. E spiega: “Io la penso diversamente dal governo nazionale, perché non possiamo essere, oggi, il paese del ‘mezzo mezzo’ e del ‘fare finta’. Adottiamo atti ed ordinanze ma non verifichiamo quello che accade nella realtà. Si è commesso un errore già nelle scorse settimane, quando sono stati lasciati aperti bar, pub e locali della Movida. Qui dobbiamo chiudere tutto e militarizzare i territori. Altrimenti non sarà un sacrificio per un mese, ma un calvario che durerà nel tempo”.

De Luca ha chiarito perché ha chiesto l’esercito: “Se abbiamo deciso che l’obiettivo vitale per l’Italia è contenere il contagio per evitare migliaia di morti, tutti i corpi dello stato devono essere funzionali a questo obiettivo. Noi abbiamo chiesto l’invio delle forze armate ed arriveranno 100 unità. Ma inoltre servono misure chiare, quelle tampone non servono a niente. Questo deve valere anche per i poteri delle forze dell’ordine. Se c’è una pattuglia, questa deve avere i poteri per dissuadere gli incivili. Oltre alle sanzioni pecuniarie, anche il sequestro dell’auto e la quarantena. Se abbiamo paura di dire la verità, allora conteremo i nostri morti. Siamo già in ritardo. Non voglio neanche immaginare cosa potrebbe accadere se i contagi aumentassero nella regione con la più alta densità di popolazione come c’è in Campania”.

Il presidente della Regione, sempre più furioso, ha parlato anche “di un picco di inciviltà che raggiunge il 20% della popolazione in Campania che non rispetta le regole. E’ come avere una bomba in casa che può esplodere nel giro di pochi giorni. Se non cambiamo, tra una settimana conteremo i morti”, non mancando di esacerbare i toni: "Sento dire che ci sono persone che vogliono organizzare feste di laurea nelle prossime settimane: vi mandiamo i carabinieri a prendere coi lanciafiamme. E la stessa cosa vale per feste di battesimi e comunioni. Oggi paghiamo le conseguenze dei rientri dal Nord Italia e delle serate dei ragazzi della Movida, uno addosso all'altro, per trascorrere la serata. Ed ora sono in ospedale loro, i loro genitori ed i nonni".

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Infine ha annunciato oltre alla chiusura di tutti i cantieri e degli uffici pubblici "tranne quelli essenziali" anche la necessità di dover “difendere medici ed infermieri, perché abbiamo avuto un picco di contagi in questi giorni e non possiamo permetterci di perdere altro personale della sanità” chiarendo però che non sarà possibile effettuare controlli a tappeto “su 6 milioni di residenti”.

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