De Luca: "Qui rischiamo di contare i morti". Lettera al premier: "Non è arrivato alcun macchinario"

Il presidente della Regione invia al Governo il quadro delle attrezzature mediche e dei dispositivi forniti per il funzionamento degli ospedali in Campania: "Per noi è questione di ore, non di giorni"

Il quadro riassuntivo delle attrezzature e dei dispositivi di protezione individuale forniti dal Governo alla Regione Campania

“Siamo a un passo dalla tragedia”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, si rivolge in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte, al ministro della Salute Roberto Speranza e ai ministri per il Sud Giuseppe Provenzano e per gli Affari regionali Francesco Boccia.

Un grido d’allarme forte e chiaro, quello lanciato dal presidente De Luca che ha chiesto un intervento immediato da parte del Governo nella fornitura di attrezzature mediche e dispositivi di protezione per il comparto della Sanità impegnato in prima linea in questa emergenza coronavirus.

“Dopo aver creato decine di posti letto nuovi per la terapia intensiva, rischiamo di non poterli utilizzare per mancanza di forniture essenziali – sottolinea De Luca – Zero ventilatori polmonari, zero mascherine P3, zero dispositivi medici di protezione. A fronte di un impegno ad inviare in una prima fase 225 ventilatori sui 400 richiesti, e 621 caschi C-PAP, non è arrivato nulla. Si rischia così di vanificare un lavoro gigantesco che ci ha consentito di reggere in una realtà complessa come la nostra. Se il Governo sarà assente non potremo far altro contare i nostri morti".

In effetti il quadro riassuntivo delle attrezzature e dei dispositivi di protezione individuale forniti dal Governo Conte alla Regione Campania parla chiaro: zero ventilatori terapia intensiva consegnati sui 253 richiesti; zero ventilatori sub intensiva sui 350 richiesti; zero caschi CAP sui 1000 richiesti; zero mascherine total face sulle 2600 richieste; zero tubi endotracheali sui 150mila richiesti; solo 450 mascherine FFP3 consegnate su un fabbisogno settimanale di 125mila; solo 4500 mascherine FFP2 consegnate su un fabisogno settimanale di 125mila; così come solo 832 occhiali sui 1000 richiesti settimanalmente e 2000 tute su un fabbisogno settimanale di 50mila. 

"La comunicazione di questi ultimi giorni relativa alla epidemia è gravemente fuorviante - afferma il presidente De Luca - Il richiamo a numeri più contenuti di contagio al Nord, rischia di cancellare del tutto il fatto che non solo la crisi non è in via di soluzione, ma che al Sud sta per esplodere in maniera drammatica. I prossimi dieci giorni saranno da noi un inferno. Siamo alla vigilia di una espansione gravissima del contagio, al limite della sostenibilità. La prospettiva, ormai reale, è quella di aggiungere alla tragedia della Lombardia quella del Sud. Per noi è questione di ore, non di giorni".

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"Abbiamo fatto con migliaia di operatori, sforzi giganteschi per poter reggere - conclude - Ma non si può scavare nella roccia con le mani nude. Dobbiamo registrare il fatto che dal punto di vista delle forniture essenziali per il funzionamento dei nostri ospedali, in queste settimane da Roma non è arrivato quasi nulla. Il livello di sottovalutazione è gravissimo. Non si è compreso che gli obiettivi strategici sono due: contenere il contagio al Nord; impedire la sua esplosione al Sud. In queste condizioni, ci avviamo verso una tragedia doppia".

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