“La quarantena non è la soluzione”, una parte della maggioranza in pressing sul sindaco

Sei consiglieri comunali in dissenso con Alfonso Golia hanno chiesto una convenzione con l’Asl per fornire i sanitari di kit a domicilio

Paolo Santulli, Imma Dello Iacono, Eugenia D'Angelo

Una frase che spazza via il ‘sacrificio’ della quarantena, i Dpcm, le ordinanze regionali e comunali e soprattutto le tesi della comunità scientifica internazionale che ribadisce “bisogna restare a casa”. A scrivere il contrario sono stati alcuni consiglieri comunali di maggioranza in contrapposizione al sindaco Alfonso Golia.

“La quarantena non è l’unica soluzione, anzi, non è la soluzione. Bisogna monitorare non solo i pazienti in fase di ospedalizzazione in Terapia Intensiva ma, soprattutto, i soggetti asintomatici e i soggetti che presentano i primi lievi sintomi”. Così Imma Dello Iacono, Eugenia D’Angelo, Paolo Santulli, Francesco Forleo, Luisa Diana Motti e Paolo Cesaro (manca all’appello il presidente del consiglio comunale Carmine Palmiero che non ha firmato la richiesta), consiglieri comunali di maggioranza anche se in netta contrapposizione al sindaco Alfonso Golia, hanno chiesto al primo cittadino di “monitorare i soggetti asintomatici ed i soggetti che presentano i primi lievi sintomi”.

I consiglieri in questione hanno chiesto al primo cittadino di “stipulare una convenzione con l’Asl di Caserta, per dotare il personale sanitario di kit rapidi da effettuare a domicilio, partendo dalle categorie deboli o, al contrario, dai più giovani che risultano per lo più asintomatici e potenti veicoli di trasmissione. Potrebbero essere un aiuto alla diagnosi: non sostituiscono, ovviamente, i test molecolari ma si considerano complementari ad essi”.

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Una richiesta pretestuosa, quella dei consiglieri dissidenti, che provano, ancora una volta a portare l’emergenza sul piano della polemica politica. Una nota, quella protocollata ieri e diffusa attraverso i social, che ha stupito tutti visto che tra i firmatari, infatti, ci sono un medico, una dirigente scolastica ed una farmacista ospedaliera. Persone che più degli altri hanno avuto modo (almeno per motivi professionali) di leggere e conoscere il messaggio universale di “restare a casa”.

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