Campania Libera spiega le ragioni del 'no' a Sarogni

Conferenza stampa di Bosco e compagni sulla situazione politica a Casapulla

La conferenza stampa di Campania Libera a Casapulla

Un’ora esatta è durata la conferenza stampa del gruppo consiliare di Campania Libera di Casapulla indetta per spiegare alla stampa e ai cittadini le motivazioni che hanno indotto a votare no al bilancio di previsione 2018, provocandone la bocciatura e la conseguenza interruzione della consiliatura e lo scioglimento del civico consesso. Una bocciatura – secondo la spiegazione data dal capogruppo Luigi Bosco dovuta unicamente a motivazioni di carattere politico, in quanto – come accaduto nell’esperienza del 2017 – il documento finanziario non è stato condiviso in alcun punto dalla maggioranza con la parte avversa, anzi se nella precedente occasione non furono presi in alcuna considerazione i dodici emendamenti presentati dal gruppo, questa volta non si è neanche potuto arrivare a esporli. 

“Non c’è stata mai la possibilità – ha dichiarato il consigliere regionale – di affrontare alcuna concertazione in una riunione tra capogruppi. Mai una volta, anche a mesi di distanza dalla scadenza il sindaco ci ha illustrato le sue intenzioni, mai una volta il consiglio comunale, nella sua interezza ha potuto conoscere quali erano gli indirizzi che l’amministrazione Sarogni volesse adottare per Casapulla. Inoltre l’anno scorso il revisore dei conti apportò delle eccezioni al bilancio che puntualmente si sono ripetute quest’anno: come dire, in un anno non è cambiato nulla…”.

Precisato questo, Luigi Bosco ha continuato spiegando perché, a suo avviso, è fallito il progetto politico griffato ‘Casapulla Domani’.

“Nulla di personale – ha detto l’esponente di Campania Libera – come qualcuno sussurra neanche troppo velatamente, per me si è trattato di motivazioni squisitamente politiche. Forse qualcosa di personale è stato adottato da altri e non da noi. La prova evidente è stata quella di approvare una delibera di giunta un quarto d’ora prima dell’appello per l’ultimo consiglio comunale, quello che si è rivelato fatale per Sarogni e i suoi, delibera che approvava la costituzione di parte civile da parte del comune in un processo penale, atto gravissimo a mio avviso e non lo voglio commentare in quanto potrei esprimere un giudizio di parte”.

Esaurita la parte relativa al bilancio Bosco ha esaminato i punti successivi che voleva esporre all’attenzione pubblica. E precisamente cosa è successo dal luglio del 2015 ad oggi. Ad iniziare dalle continue variazioni delle giunte succedutesi in questi quattro anni, con particolare riferimento della ‘famigerata’ giunta tecnica del luglio 2016. 

“Provvedimento che giudicammo penalizzante per il consiglio comunale, come se non vi fossero al suo interno elementi in grado di svolgere una adeguata azione amministrativa. Un fallimento vero e proprio in quanto tanti progetti difettavano delle più elementari caratteristiche che potessero avallare un benché minimo balzo in avanti tanto decantato. E successivamente alternanze di assessori interni ed esterni, sempre con l’unico denominatore di non volere più a che fare con Campania Libera”. 

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, come rileva Bosco riferendosi anche ad un battibecco svoltosi nell’ultimo consiglio comunale, è il ‘chiacchiericcio da bar’ che avrebbe indotto Sarogni a troncare qualsiasi rapporto con parte della sua ex maggioranza. 

“Impossibile – prosegue – che nel 2018, la politica va intesa ancora nella vecchia maniera”

E continua con la sua sintesi di come è partito il progetto e come sia andato avanti. Ha proseguito poi il coordinatore cittadino di Campania Libera, Marco Santamaria, da poco subentrato nel consiglio comunale sciolto il 19 aprile ultimo scorso che ha fatto da raccordo tra la vecchia amministrazione dove era parte attiva e quella di oggi. 

“Si è parlato in quattro anni di buco di bilancio derivante dalla precedente amministrazione, ma nessuno ricorda che in quella gestione c’era l’assessore Paolo Fortunato, zio dell’attuale vicesindaco, Antonio Di Giovanni, oggi referente di Casapulla Domani e Agostino Sarogni, il padre dell’attuale sindaco che aveva il ruolo di presidente del consiglio: se ci fossero delle gravi responsabilità ce le vogliamo suddividere tutti oppure le vogliamo scaricare solo sulla parte politica divenuta avversa? 

Hanno poi preso la parola gli altri due consiglieri comunali Francesco Sorbo e Maria Laura Buro che hanno risposto alle varie accuse a loro riservate che hanno tra l’altro poi portato per il primo alla revoca della nomina di presidente del consiglio. La seconda ha spiegato che il sindaco e il ‘suo regista’ hanno fatto sì che il gruppo di Campania Libera fosse estromessa dalla amministrazione attiva di Casapulla. In chiusura si è parlato anche di futuro, ovviamente con il gruppo già in azione per preparare il percorso che va intrapreso per le elezioni del prossimo anno.

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