Ospedale 'azzerato', ricorso al Tar. "Attentato al diritto di salute"

Il Comune impugna il provvedimento della Regione. Due primari per un reparto "declassato", zero posti letto in Rianimazione. "Premio ai privati"

L'avvocato Renato Labriola

“Un attentato al diritto alla salute costituzionalmente garantito”. Così l’avvocato Renato Labriola battezza il piano regionale della sanità varato dalla Regione Campania che va a ‘ridimensionare’ l’ospedale di Piedimonte Matese al punto che l’amministrazione comunale ha deciso di presentare ricorso al Tar Campania contro il provvedimento.

“Nel rimodulare il Piano Regionale di programmazione della rete ospedaliera - scrive l’avvocato casertano - si è fortemente penalizzata la struttura ospedaliera di Piedimonte Matese declassando due Unità Operative Complesse (Ortopedia e Chirurgia generale) ed azzerando i posti letto del reparto dello storico ed all’avanguardia reparto, ignorando completamente il fatto che si penalizza una intera comunità montana”.

Secondo il legale amministrativista “è un chiaro “attentato” al diritto alla salute costituzionalmente garantito di tutti i cittadini residenti nel Comune di Piedimonte Matese e nei comuni che hanno individuato quest’ultimo come capofila che sono Alife, Baia e Latina, Ciorlano, Fontegreca, Gioia Sannitica, Letino, Prata Sannita, Pratella, Roccaromana, Raviscanina, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico, Sant’Angelo d'Alife e Vairano Patenora”.

Errori, secondo i ricorrenti, sono stati fatti nel piano regionale nel considerare le distanze di percorrenza tra i vari ospedali della zona ed anche nella scelta di premiare l’ospedale di Marcianise, diventato Dea di I livello, così come Caserta, Aversa e Sessa Aurunca, lasciando l’area matesina senza una struttura sanitaria “di rilievo”. Ma poi, obiettano i ricorrenti, il “mancato riconoscimento della qualifica di DEA di I livello della struttura ospedaliera di Piedimonte Matese comunque non prevedeva per forza la riduzione anche dei reparti di Ortopedia e chirurgia da unità operative complesse in unità semplici così come invece è previsto nei provvedimenti, anche perché in queste strutture (ortopedia e chirurgia) attualmente vi sono 2 primari direttori con contratti per unità complesse (Di Maggio per Ortopedia con altri 3 anni di contratto e Gianfausto Iarrobino con un contratto di 5 anni più 5 anni)”. 

“La verità - scrive l’avvocato Labriola - è che la riduzione dei reparti non è obbligatoria ma è stata fatta in modo palese e sfacciato per permettere a privati di avere reparti che in caso di riconoscimenti di "complesse" a Piedimonte non potevano sopravvivere. L’ospedale di Piedimonte Matese è indicato nei provvedimenti come “presidio in zona particolarmente disagiata”, pur tuttavia i servizi garantiti risultano inadeguati e carenti per provvedere al fabbisogno previsto. Inoltre per l’ospedale di Piedimonte Matese è stata annunciata una futura assegnazione di 20 posti letto di Neurologia e Lungodegenza mai arrivata a discapito di una SUAP ( linea programmatica ad assunzione differenziata) che incredibile a dirsi non è ancora aperta ma ha tutto il personale già in servizio e selezionato non si sa bene da chi, e la dotazione di un presidio di Pronto soccorso mortificato nel suo essere e che sopravvive per i professionisti che ci sono insieme ad uno storico reparto di Rianimazione praticamente azzerato (zero posti letto a Piedimonte mentre sono previsti posti letto a Sessa Aurunca e Marcianise) senza alcuna motivazione. Non è stato esplicitato nei provvedimenti impugnati l’iter logico tecnico motivazionale che ha portato all’azzeramento dei posti letto al reparto di Rianimazione con l’effetto devastante che chi ha bisogno di quel reparto, e sono pazienti a rischio morte, dovrebbe, secondo il piano regionale, arrivare o a Sessa Aurunca o a Isernia pur risiedendo a Piedimonte, Alife o a Ailano”.

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