Dissesto bis, il Comune confida nella 'fiducia' dal Ministero. Ecco i 2 scogli da superare

Differenza di 3 milioni di euro tra previsione di bilancio ed accertamenti a dicembre 2018. E resta un buco da 6,5 milioni di euro nella riscossione di Imu e Tarsu dal 2012 al 2017

L'assessore alle Finanze Federico Pica

Sono ore calde quelle che si stanno vivendo al Comune di Caserta in attesa di conoscere la risposta definitiva del Ministero dell’Interno sul bilancio stabilmente riequilibrato approvato lo scorso febbraio in consiglio comunale. 

L’assessore alle Finanze Federico Pica, nei giorni scorsi, ha manifestato un “ragionevole ottimismo” sulla decisione dei funzionari romani che avevano chiesto i dati ufficiali delle riscossioni al 31 dicembre 2018 per capire se i numeri che erano stati inseriti in bilancio era da considerare reali. L’ottimismo dell’assessore è legato soprattutto alle aspettative sugli incassi, visto che i numeri firmati dal dirigente del settore Finanze Franco Biondi (e da quello che è il vero responsabile, Girolamo Santonastaso) fotografano un netto miglioramento delle entrate, con gli incassi di Imu, Tari, Tasi, Irpef, Tassa di occupazione di suolo pubblico oltre a quella di pubblicità ed affissioni che superano il 90% degli accertamenti.

Ma non è tutto oro ciò che luccica e per questo negli uffici comunali resta la preoccupazione per un esame ancora tutto da superare. Ed i nodi sono soprattutto due: la differenza tra previsione inserita e gli accertamenti oltre all’evasione pregressa.

Sul primo punto ballano circa tre milioni di euro tra quello che il dirigente aveva inserito nel bilancio stabilmente riequilibrato e quello che è stato l’accertamento al 31 dicembre 2018. Non una somma esagerata ma comunque una differenza sostanziale che potrebbe spingere i tecnici del Ministero a non vedere di buon occhio il lavoro dell’Ente. Anche perché se il presente è abbastanza florido (sul piano delle entrate), sui crediti pregressi il lavoro fatto non è stato eccelso. In base ai numeri che sono stati certificati nella lettera inviata nei giorni scorsi al Ministero dell’Interno, infatti, emerge che la capacità di incasso per Imu e Tarsu relativa agli anni dal 2012 al 2017 è stata davvero debole e c’è ancora una grande mole di crediti che non sono stati incassati, pari a circa 6,5 milioni di euro che il Comune di Caserta insieme alla Publiservizi non è riuscita ad incassare.

Qui, di fatto, si gioca la partita sull’asse Roma-Caserta. I tecnici del Ministero dovranno decidere se dare fiducia a Palazzo Castropignano o bocciare il piano sulla scorta di queste incongruenze che sono state inserite nel bilancio stabilmente riequilibrato. E quella richiesta di fiducia che arriva da Caserta non è affaatto scontata, se non altro per il fatto che Caserta ha dichiarato il secondo dissesto finanziario a 7 anni di distanza dal primo che, ufficialmente, non è stato ancora chiuso.

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