Show dell’ex sindaco contro gli ex compagni: “Dei vigliacchi”

Dell’Aprovitola in piazza ha attaccato i consiglieri che hanno messo fine alla sua amministrazione

L'ex sindaco di Carinaro Marianna Dell'Aprovitola

Un vero e proprio comizio pubblico durato oltre un’ora e mezza. Un incontro pubblico nella piazza principale di Carinaro iniziato col sole che illuminava ancora i cittadini e che si è concluso con la notte calata sui presenti. In piazza c’erano tantissimi carinaresi per ascoltare le parole dell’ormai ex sindaco Annamaria Dell’Aprovitola. Che ne ha avuto per tutti, e, senza peli sulla lingua, ha attaccato duramente soprattutto i suoi ex ‘compagni’ d’avventura amministrativa.

Dell’Aprovitola infatti si può dire che sia stata tradita proprio da tre ex consiglieri di maggioranza e proprio per loro ha utilizzato le parole più dure: “E’ stata una scelta scellerata, operata in maniera subdola. Anziché parlare in un consiglio comunale hanno deciso di presentarsi di sera davanti ad un notaio, dimostrando solamente vigliaccheria”. Nei giorni scorsi infatti tre consiglieri di maggioranza, Lello Sardo, Alfonso Bracciano e Maria Grazia De Chiara, insieme ai quattro esponenti dell’opposizione, Giuseppe Barbato, Alfonso Turco, Assunta Madonia ed Emiliano Petrarca, hanno posto fine all’amministrazione comunale Dell’Aprovitola davanti ad un notaio di Caserta.

Ed ora l’ex sindaco si è voluta togliere qualche sassolino dalla scarpa affiancata dai consiglieri che invece le sono sempre stati fedeli. Dell’Aprovitola è stata accusata di ‘immobilismo’ e quindi ha sviscerato tutte le iniziative concretizzate dalla sua amministrazione e poi è passata all’attacco. Soprattutto contro i suoi ex esponenti della maggioranza: “Bracciano e Sardo ormai si erano autoesclusi e l’unico mio errore è stato quello di non averli esclusi dalla maggioranza. Sono sempre stati invidiosi, pensando solo alle ambizioni personali. E la stessa De Chiara, che poi ha firmato con loro il documento di fine della mia amministrazione, ha sempre parlato male proprio di Bracciano e Sardo, invitandomi a ‘cacciarli’. Il mio problema è stato solo uno: ho avuto troppo senso di responsabilità nei confronti di chi ci aveva votato. Dovevo essere io a mandare tutti a casa”.

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Su De Chiara ha continuato dicendo che “non aveva mai accettato che alle ultime elezioni avessero scelto me e non lei. E che nessuno avesse proposto il suo nome. Non si è mai accontentata: ha avuto deleghe pesanti ma voleva fare anche il vicesindaco. Sarebbe stato troppo per chi ha di voti personali nemmeno 150 voti”. Su Sardo invece ha riferito che “è sempre stato geloso dei suoi colleghi e non ha mai avuto coraggio” mentre Bracciano è, secondo Dell’Aprovitola, un “giovane arrivista che non accettava di restare fuori dalla giunta. E che pensava solo ai suoi interessi”.

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