Reggia, la Cisl accusa l'ex direttore: "Favolette su visite e iniziative"

Bordate contro Lampis dopo la pubblicazione del report sui 4 mesi alla guida del Palazzo Reale

L'ex direttore ad interim Antonio Lampis

La Cisl ‘rompe’ il fronte sindacale che aveva accolto con favore i risultati annunciati da Antonio Lampis, l’ormai ex direttore della Reggia subentrato ad interim dopo l’addio di Mauro Felicori. Il funzionario del Ministero, che ha a sua volta detto addio al museo casertano dopo la nomina di Tiziana Maffei, nei giorni scorsi aveva infatti reso pubblico un ‘report’ delle attività svolte, in cui era sottolineato in particolare l’aumento delle visite e proprio della concertazione con i dipendenti.

Un resoconto bocciato da Giuseppe Nolè e Valentina Di Stefano, coordinatori nazionali CISL FP MiBAC, che giudicano “favolette” le dichiarazione di Lampis e chiedono una risposta ad una serie di interrogativi. “Chiediamo al direttore - scrivono i due coordinatori - di rendere noti tutti i dati dei visitatori: si scoprirebbero cose interessanti. Innanzitutto i 20.000 visitatori in più del mese di marzo 2019 rispetto all’anno precedente, hanno coinciso con 8 giornate in più ad ingresso gratuito nel 2019, rispetto allo stesso mese del 2018. Perché il direttore non sottolinea anche i dati degli altri mesi della sua gestione? Si potrebbe scoprire forse che c’è stato un calo di circa 10.000 visitatori a gennaio, 4.000 visitatori a febbraio, e ben 27.000 ad aprile, rispetto agli stessi mesi del 2018. Il dato di aprile è emblematico, se si considera la concomitanza di ponti e festività particolarmente favorevole in questo anno. In totale, tenendo conto anche del “boom” di presenze di marzo, si sono registrati circa 24.000 visitatori in meno alla Reggia di Caserta nei primi 4 mesi del 2019 rispetto al 2018. E la tendenza del mese di maggio non sarà certamente differente dai mesi precedenti”.

Nel mirino finisce inoltre la gestione ‘culturale’ del Palazzo Reale: “Vorremmo chiedere al direttore Lampis di spiegare meglio la crescita culturale della Reggia di Caserta e le iniziative messe in campo, a partire dalla tanto elogiata cartellonistica e comunicazione interna, iniziando a rendere pubblica sul sito la procedura per l’affidamento di questo intervento. Così come il progetto per le nuove garitte per le postazioni di vigilanza nel Parco era già stato pensato e proposto dalla precedente gestione. Chiediamo, inoltre, al Direttore la stima della ricaduta degli ingressi della Reggia nel casertano, perché la valorizzazione del patrimonio ha senso solo se si costruisce una vera e proficua rete che metta a sistema tutti i luoghi della cultura e le attrazioni turistiche del territorio, innescando un meccanismo economico virtuoso di sano sviluppo territoriale”.

Infine i problemi relativi l’organizzazione interna: “L’aver emanato l’organigramma in concomitanza con la nomina del nuovo direttore da parte del Ministro, dal nostro punto di vista, rappresenta un atto di estrema scortesia nei confronti della dottoressa Maffei oltre che un intervento inopportuno. In realtà la situazione del personale della Reggia, che abbiamo incontrato poche settimane fa in una partecipata assemblea, è molto differente da quella descritta: demotivato da questi mesi di interim e con un organigramma che ha, dal nostro punto di vista, mortificato le numerose professionalità presenti in museo”.

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I coordinatori Cisl lanciano quindi un appello al nuovo direttore Maffei, auspicando che “saprà valutare le situazioni con l’attenzione e la competenza che tutti le riconoscono. Riponiamo estrema fiducia nel suo operato e le auguriamo di fare un buon lavoro, nell’interesse del patrimonio universale, quale è la Reggia di Caserta, e di tutti i lavoratori del museo. Chiediamo invece al Lampis, ora che non avrà più l’onere della gestione ad interim della Reggia, maggiore attenzione alle molte questioni critiche e non risolte che abbiamo già segnalato da mesi in numerosi Musei e Poli museali in tutta Italia. La mancata soluzione di queste problematiche, già molte volte segnalate, rappresenta un problema di carattere politico che porteremo quanto prima all’attenzione del Ministro Bonisoli, perché i musei sono uno dei settori principali della promozione del nostro patrimonio e meritano adeguata attenzione"

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