Chiude il ristorante Nco, Peppe Pagano quasi in lacrime: "Senza risposte è giusto che questa storia finisca"

Don Tonino Palmese: "Così si fa vincere la camorra". Il sindaco Natale: "Salvare queste realtà è uno snodo fondamentale". Martedì nuovo incontro in Regione col governatore Vincenzo De Luca

Peppe Pagano nel corso della conferenza di stamattina

Il caso della chiusura del ristorante Nco è stato al centro di una conferenza tenutasi oggi a Napoli che ha visto la partecipazione di rappresentanti di cooperative ed associazioni che lavorando nel mondo dell’economia sociale, che prende in carico 1300 persone in tutta la regione Campania.

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Il nodo è legato ai pagamenti (in ritardo di almeno due anni) ed anche sulla richiesta (avanzata al presidente della Regione Enzo De Luca) di parificare i budget di salute a quella di tutti gli altri interventi socio-sanitari da effettuare tramite una delibera regionale, in modo che le Asl possano pagare i servizi dei budget di salute per poi rivalersi nei confronti dei comuni.

All’incontro ha partecipato anche Peppe Pagano, tra i promotori del ristorante Nco di Casal di Principe, che, quasi in lacrime, ha commentato la chiusura del locale previsto per martedì 7 gennaio (giorno in cui è in programma un ulteriore incontro in Regione col governatore).  “Quando ci siamo iniziati ad interessare di queste persone - ha affermato - ci siamo accorti che i progressi erano legati a tutto il tessuto sociale. Ci abbiamo provato, anche tramite i beni confiscati. Il problema non sono i soldi. Ci hanno dato un libro per scrivere la storia, ma le istituzioni si sono presi la penna. Io chiedo di riprenderci la libertà di un popolo, ma da soli non ce la faremo mai né possiamo trascinarci le istituzioni. In questi anni non siamo riusciti a sederci, programmare né condividere un progetto con le istituzioni. Noi ci crediamo e chiediamo a loro di mettersi al nostro fianco. Ci stiamo mettendo l’anima ed i risultati ci sono. Se questo non si vuole, perché dovremo aprire un ristorante in un bene confiscato? La nostra pizza racconta un’altra storia, diversa rispetta ai tanti ristoranti e pizzeria che ci sono a Casal di Principe e che offrono prodotti buonissimi. Ma o noi raccontiamo la nostra storia o è giusto che finisca”.

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“Non è una battaglia per affermare un modello, ma è uno snodo fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata” ha sottolineato il sindaco di Casal di Principe Renato Natale, intervento all’incontro: “Mettere in discussione l’economia sociale significa mettere in discussione tutta la lotta alla camorra, perché gli arresti e le indagini da soli non bastano”.

don tonino palmese-2

“Il paradosso - sottolinea don Tonino Palmese - è che queste realtà rischiano di morire per il fuoco amico. È importante riaprire il dialogo. L’arretramento su queste realtà, vuol dire far vincere la camorra”.

"Bisogna intervenire con una delibera che parifichi i budget di salute agli altri interventi socio-sanitari. L'invito a De Luca - spiega Simmaco Perillo, presidente del consorzio Nco - è quello di collaborare per rilanciare il sistema, per diventare un modello che conduca a una legge nazionale capace di ridare dignità alle persone". L'attuale sistema, denuncia Nco, comporta ritardi nell'erogazione anche di due-quattro anni. Per questo, 80 piccole cooperative hanno già chiuso. "La chiusura del ristorante Nco è l'inizio di un'agonia - aggiunge Perillo - che porterà alla chiusura di altre realtà e alla morte del sistema del welfare".

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Una soluzione era stata trovata alla vigilia dell'approvazione della legge di bilancio regionale, ma l'emendamento sui budget di salute proposto da due consigliere di maggioranza e' stato poi bocciato. "Bocciato l'emendamento - osserva Nco -, si torna 20 anni indietro. Ci serve un atto che sia risolutivo e definitivo".

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