Un caseificio sociale nel bene confiscato al cognato del boss Zagaria

L’immobile di due piani ospiterà anche una sala per incontri pubblici e attività sociali

L'immobile dove sorgerà il caseificio sociale

Un caseificio sociale nel bene confiscato a Raffaele Capaldo, il cognato del boss Michele Zagaria. Nascerà in Corso Europa a Casapesenna e l’immobile passato allo Stato, di ben 500 mq su due livelli, ospiterà un mini-caseificio con annesso punto vendita, nonché una sala per le degustazioni interna ed una esterna, e al primo piano una sala per incontri pubblici e attività sociali. 

Per il sindaco Marcello De Rosa “l’obiettivo è la ristrutturazione ed il riutilizzo di un bene confiscato alla camorra che produrrà benefici per il territorio. Solo in questo modo può essere possibile avvicinare i cittadini alle istituzioni evidenziando i ruoli e le competenze di ciascuno”. Nel 2017, il Comune di Casapesenna ha affidato l’amministrazione del bene confiscato ad Agrorinasce affinché realizzasse tutte le attività di valorizzazione dell’immobile confiscato per attività sociali e l’avvio del bando di assegnazione degli spazi. Sono state avviate le attività di progettazione dell’intero immobile con la divisione per diverse attività sociali e produttive. 

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Il primo piano è stato assegnato in prima battuta alla comunità evangelica di Casapesenna e potrà comunque adesso ospitare eventi e incontri sociali, mentre per il piano terra Agrorinasce ha predisposto la progettazione di un mini-caseificio con punto vendita e area di degustazione con inserimento lavorativo di donne vittime di violenza. Il recupero e la valorizzazione del bene confiscato destinato a Centro polifunzionale con laboratorio artigianale per la produzione di mozzarella di bufala campana è stato approvato e finanziato dalla Regione Campania per 1 milione e 400mila euro.

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