Nuova caserma della Finanza: l'appalto nel mirino dell'Anac

La relazione di Cantone alla Camera: "Varianti su stralcio non funzionale. L'opera rischia di essere non fruibile"

Il cantiere della nuova caserma della Finanza e Cantone

I lavori per la nuova caserma della guardia di finanza di Caserta, nei locali dell'ex ospedale San Sebastiano di piazza Sant'Anna, finiscono nel mirino dell'Autorità Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone.

E' quanto messo nero su bianco nella relazione presentata alla Camera sulle attività svolte dall'Anac nel 2018. L'istruttoria, si legge nella relazione, "ha riguardato talune criticità rilevate nella conduzione dei lavori di ristrutturazione, restauro e adeguamento di un immobile demaniale, ex ospedale civile “San Sebastiano” di Caserta, da destinare a sede del Comando provinciale della Guardia di Finanza. Sin da subito si sono manifestate criticità in relazione al reale stato delle relative strutture edilizie, il cui degrado era risultato più grave di quanto ipotizzato in progetto e necessitava, pertanto, di indagini e interventi aggiuntivi. L’evenienza ha portato a parziali sospensioni dei lavori e conseguenti necessità di redigere perizie di variante".

Nel mirino dell'Autorità Anticorruzione è finito, appunto, la perizia di variante su uno "stralcio non funzionale dei lavori". Circostanza che ha portato l'Anac a ritenere l'affidamento dei lavori di variante "non conforme ai principi del Codice, soprattutto per il rischio di lasciare le opere infruibili e, dunque, di fatto incompiute. Sono state riconosciute, altresì, carenze generalizzate del progetto esecutivo posto a base di gara, con particolare riferimento alla non adeguatezza al livello esecutivo degli elaborati progettuali".

"Nel complesso - conclude la relazione dell'Anac - l’appalto è risultato gravato da notevoli ritardi, a causa delle continue interruzioni necessarie per apportare modifiche e integrazioni all’originario progetto esecutivo posto in gara, cui si sono via via sommate quelle in fase esecutiva, relative ai numerosi rinvenimenti, alcuni imprevedibili, altri non adeguatamente censiti in sede di progettazione e, dunque, riconducibili ad una carente valutazione dello stato dei luoghi. Il lungo lasso di tempo trascorso tra la fase di progettazione e quella di effettiva consegna dei lavori (per l’attesa della risoluzione del contenzioso amministrativo con l’impresa risultata in gara prima aggiudicataria), ha poi ulteriormente aggravato la situazione strutturale dell’immobile rispetto alle previsioni di progetto. L’istruttoria è stata definita con la deliberazione n. 1123 del 28 novembre 2018, con la quale è stato disposto di monitorare il corso del procedimento e l’esito della procedura d’appalto di completamento intanto avviata dalla stazione appaltate".

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