Il Comune prova a recuperare i soldi della condanna (non pagata) di Brancaccio

Affidato l'incarico legale dopo la missiva della Corte dei Conti

L'ex sindaco Angelo Brancaccio

Era metà agosto del 2014 quando la Corte dei Conti, con sentenza 608/2014, condannò l’ex sindaco di Orta di Atella Angelo Brancaccio (oggi in carcere), l’assessore Salvatore Patricelli, e il segretario comunale Nicola Cantone al pagamento di 500mila euro. Di questi soldi ben 300mila euro dovevano essere versati dall’ex primo cittadino mentre 175mila euro furono richiesti a Patricelli mentre 25mila euro a Cantone.

La vicenda riguardava alcuni debiti fuori bilancio approvati da Brancaccio, sindaco pro tempore nel 2006. Questo fa parte del passato ma ad oggi, dopo oltre 4 anni, l’ex sindaco Brancaccio non ha ancora versato i soldi della sentenza e per questo motivo il Comune, oggi guidato dal sindaco Andrea Villano, ha richiesto (dopo il mandato affidato nel giugno 2017) all’avvocato Lucia Della Ratta di porre in essere tutti gli adempimenti per il recupero delle somme.

Il legale ha fornito informazioni in ordine alla eventuale possibilità di intraprendere il giudizio di revocatoria dell'usufrutto a titolo gratuito concesso da Brancaccio in favore della figlia relativo ad un immobile ad Orta di Atella. Anche se questa operazione risulta "antieconomica e non satisfattiva per l'Ente ma anche di scarso rilievo per la poca appetibilità commerciale ed interesse del diritto di usufrutto in sede di esecuzione immobiliare".

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Dal Comune però, anche in seguito della nota della Procura Regionale della Corte dei Conti del 28 settembre scorso, hanno incaricato l'avvocato a dare corso a tutte le azioni necessarie per il recupero delle somme "compresa la revocatoria dell'usufrutto, il cui importo, sebbene non satisfattivo per l'Ente in relazione al dovuto da parte di Brancaccio, tuttavia costituisce un recupero, seppur parziale" di quanto dovuto dall'ex sindaco.

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