Beni confiscati, Casal di Principe abbandona il consorzio dei Comuni

Il sindaco Natale esce da Agrorinasce: "Il nostro patrimonio ce lo gestiamo da soli"

Il sindaco Renato Natale e Giovanni Allucci

Casal di Principe fuoriesce da Agrorinasce. O, per meglio dire, non parteciperà più al Consorzio di Comuni che è stato costituito per sostituire questa società che si occupa della gestione dei beni confiscati.

Fino a dicembre Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Villa Literno, Casapesenna, San Marcellino e Santa Maria la Fossa sono stati parte integrante di Agrorinasce con 20mila euro a Comune come quota sociale ma adesso il sindaco Renato Natale ha detto basta. “I nostri beni confiscati ce li gestiamo noi”, spiega il primo cittadino.

Già 4 anni fa, in occasione delle elezioni amministrative, l’allora appena neo eletto sindaco riferì che “Casal di Principe uscirà da Agrorinasce”. Ma per un motivo molto semplice, che ora è proprio il capo dell’esecutivo che spiega: “E’ una scelta politica legittima di questa amministrazione – dice Natale – e che non accetto che estranei possano criticarla. Abbiamo preso una decisione che ritengo giusta e necessaria perché abbiamo dimostrato di avere le competenze e le capacità per poter gestire direttamente noi i nostri beni confiscati. Anche perché tutti i lavori di Agrorinasce sono stati spesso poi effettuati dai Comuni e quindi riteniamo che questo Consorzio sia ormai superato. Senza passare per Agrorinasce abbiamo comunque regalato alla cittadinanza delle strutture scolastiche all’avanguardia in beni confiscati che non gestiva questo Consorzio. E sembra che i risultati siano più che soddisfacenti”.

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Fino ad oggi Agrorinasce ha gestito il Teatro della Legalità, la Nuova Cucina Organizzata, la Casa delle Associazioni così come la stessa sede ma ora si cambia: “Dove sono in essere dei contratti di gestione ovviamente saranno rispettati – conclude Natale – ma chi sta gestendo questi immobili confiscati alla criminalità adesso dovrà venire in Municipio e parlare direttamente con noi, con un rapporto diretto. L’intercessione di Agrorinasce sarebbe stata superflua. Quelli che invece non hanno una gestione, o comunque dove la gestione è terminata, invece saremo noi come amministrazione a prendere delle decisioni politiche sul come gestirle”.

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