Assenteismo in ospedale: un medico difende gli indagati

Maciariello interviene sull'inchiesta del San Rocco: "Non sono la causa dei problemi della Sanità"

Il caso di assenteismo si sarebbe verificato a Sessa Aurunca

Sulla vicenda che ha visto salire alla ribalta mediatica nazionale l’ospedale San Rocco di Sessa Aurunca e che è ancora al vaglio della magistratura, prende posizione un cardiologo ed internista in servizio presso la struttura sanitaria fino a qualche mese fa, non implicato nell’inchiesta ma che non ha voluto esimersi di dire la sua, in base all’esperienza maturata sul campo in oltre venti anni di servizio. Quella di Gaetano Maciariello non vuole essere una difesa d’ufficio dei colleghi bensì il medico è uscito allo scoperto per illustrare le condizioni in cui erano chiamati ad operare il personale in servizio presso il San Rocco.

"Da anni l’Ospedale S. Rocco di Sessa Aurunca - dice Maciariello - opera in condizioni di grave difficoltà per carenza di personale, obsolescenza e frequenti guasti degli strumenti diagnostici, mancanza di adeguata manutenzione degli edifici. Il personale ha dovuto moltiplicare energie, sforzi e sacrifici, per offrire agli utenti un servizio decente e ai cittadini l’immagine di una sanità pubblica che tuteli i diritti e soddisfi i bisogni fondamentali dei malati. Il tutto a dispetto di sempre più massicci tagli ad un Sistema Sanitario che si va progressivamente consegnando ai privati. Eppure è bastata una banale vicenda di irregolarità di timbratura di cartellini per gettare nel fango tutto questo.

Poche ore di aggiornamento professionale non regolarmente documentate, tutt’altra cosa rispetto all’attività di assistenza ai malati, sono diventate un caso nazionale di ‘malasanità’. I cittadini che hanno seguito la vicenda ignorano però che i presunti responsabili delle irregolarità hanno regalato alla collettività centinaia di ore di lavoro duro in condizioni difficili, senza alcuna retribuzione. Chi scrive ha operato per oltre venti anni fianco a fianco con i colleghi medici indagati, in gran parte anestesisti-rianimatori. E può testimoniare la loro professionalità e il loro senso etico. Mai hanno fatto mancare il loro impegno e il loro prezioso supporto nel trattamento di pazienti critici, che grazie alla loro opera hanno avuto spesso salva la vita.

Sicuramente la magistratura ha il diritto-dovere di indagare su ogni irregolarità, indipendentemente da chi l’abbia commessa, e lo farà. Non si possono però mettere all’indice e distruggere persone che hanno dedicato la vita a tutelare quella degli altri. E soprattutto non si può farlo prima che i magistrati si siano pronunciati sulla gravità e sulla perseguibilità degli atti commessi. Giudizi sommari e minacce di facili licenziamenti fanno sempre un certo spettacolo, ma personalmente ritengo si tratti di uno spettacolo indecoroso. Esprimiamo l’auspicio che la serenità di giudizio di cittadini ed istituzioni prevalga sull’impulso irrazionale ad infierire su persone che non sono la causa delle disfunzioni, pur presenti e complesse, del Servizio Sanitario Nazionale".

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