"E' la squadra del boss", arrivano le scuse in tv ma non bastano

L'Albanova decide di andare avanti con la denuncia

Sono arrivate dopo sei giorni le scuse di "Studio Aperto" per il servizio mandato in onda in occasione dell'arresto del quarto membro della banda di Lanciano che aveva seviziato una coppia di coniugi. Nel servizio, infatti, si parlava della società calcistica Albanova come "la squadra del boss dei Casalesi Francesco Schiavone Sandokan". Parole che, naturalmente, hanno fatto infuriare la dirigenza che, per protesta, proprio domenica scorsa ha organizzato la festa dell'orgoglio casalese, aprendo le porte dello stadio di Casal di Principe per la gara interna della squadra.

Ma le scuse, a quanto pare, non sono bastate. "L'Albanova Calcio - si legge in una nota - prende atto delle scuse di Studio Aperto, arrivate nell'edizione di questa mattina alle 12.25, relative al servizio andato in onda lo scorso 28 settembre in cui si faceva erroneamente riferimento al club come alla "squadra di calcio di Sandokan, il boss dei casalesi". Tuttavia, la società intende precisare che le scuse arrivano sei giorni dopo il servizio: la tempistica è palesemente e decisamente tardiva; c'è evidente sproporzione tra la risonanza di un servizio di circa un minuto e mezzo su un caso di principale interesse nazionale (la cattura di Alexandru Bogdan Colteanu, uno dei componenti della banda di criminali responsabili della rapina violenta messa a punto nella villa a Lanciano dei coniugi Martelli) e le righe di scuse scarne e poco esaustive lette tra un servizio e l'altro questa mattina: il danno d'immagine non è dunque da considerarsi sanato. Per queste ragioni, e coerentemente con quanto scritto immediatamente dopo la messa in onda del servizio del 28 settembre, l'Albanova Calcio non considera chiusa la vicenda, bensì adirà alle vie legali per tutelare la propria immagine gravemente, erroneamente e gratuitamente compromessa a livello nazionale".

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