Aggressioni in ospedale, i sindacati scrivono a Salvini per avere il drappello di polizia

Lettera di Cgil, Cisl e Uil dopo le recenti aggressioni contro medici e pazienti

I danni al pronto soccorso di Maddaloni dopo l'ennesima aggressione

Hanno scritto direttamente al responsabile del Viminale, il ministro Matteo Salvini, per chiedere un suo intervento in favore del personale medico che opera nei presi di pronto soccorso della provincia di Caserta per avere un drappello di polizia a difesa di pazienti e medici. A firmare la missiva sono stati i segretari di Cgil Fp Felice Zinno, Cisl Fp Franco Della Rocca, e Uil Fp Domenico Vitale, alla luce di quanto recentemente accaduto negli ospedali di Sessa Aurunca, Aversa e Maddaloni.

L’ultimo caso in ordine di tempo è avvenuto nei giorni scorsi proprio a Maddaloni, dove “un uomo, a quanto pare pregiudicato – si legge nella lettera dei sindacati - è andato in escandescenze danneggiando il pronto soccorso dell'ospedale di Maddaloni e costringendo il  personale sanitario a chiudersi nelle stanze perché, mentre scaraventava di tutto a terra, minacciava chiunque con delle forbici, esponendo gli operatori ad un grave rischio per la propria incolumità fisica, oltre agli inevitabili strascichi di ordine psicologico”.

Per i rappresentanti sindacali episodi come questo fanno apparire il territorio come un “far west”, e la sola presenza di guardie giurate private non armate “non costituisce deterrente alcuno per personaggi senza scrupoli, pronti alla rissa ed avvezzi alla minaccia ed alla sopraffazione del prossimo: in assenza di protezione adeguata, i presidi di Pronto Soccorso diventano luoghi dove questi loschi figuri, impuniti, possono dare libero sfogo alla propria indole di violenza e di prevaricazione”.

Per questo la triade sindacale ha chiesto al ministro Salvini “di intervenire prontamente a favore dell’istituzione di drappelli di Polizia di Stato in tutti i presidi di Pronto Soccorso del territorio. Ciò al fine di poter prevenire e scoraggiare il ripetersi di analoghi incresciosi episodi, nonché per rasserenare il personale dipendente, costretto a lavorare avvertendo sulla propria pelle una costante sensazione di pericolo e minaccia”.

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