A Lo Uttaro giornalisti in lacrime

Caserta - A Lo Uttaro i rifiuti tal quali continuano aimputridire, a emanare la puzza e i gas acri della decomposizione. Igabbiani pascolano a schiere sulla spianata dentro il fosso prima diriprendere il volo per andare ad infettare nei dintorni...

A Lo Uttaro i rifiuti tal quali continuano aimputridire, a emanare la puzza e i gas acri della decomposizione. Igabbiani pascolano a schiere sulla spianata dentro il fosso prima diriprendere il volo per andare ad infettare nei dintorni. Nelle zone che amezzogiorno non sono ancora ricoperte di terra, i cumuli freschi superanoi due metri e sembrano scaricati lì direttamente da sacchetti per limmondizia: bottiglie di plastica intere, stracci, mocassini con suola digomma, barattoli vuoti di alimenti di ogni tipo, un contenitore dimargarina Vallè che appare nuovo, etichetta e tutto, neanche un poammaccato, come se provenisse dallo scaffale di un supermercato.Questi rifiuti certo non subiscono i trattamenti previsti dalle norme edichiarati dai responsabili. Esattamente comè scritto nella perizia deldr. Giuseppe Lembo e del dr. Nicola Santagata, intorno alla quale ècominciato un gioco delle tre carte di controcontestazioni. Il banco lotiene il presidente della provincia di Caserta Alessandro De Franciscis,anche come compare di se stesso: responsabile-commissario dellACSA CE3che gestisce la discarica e membro del Comitato dei Garanti, incaricato dicontrolli a tutela della salute pubblica. Nel Comitato Lembo e Santagatasono i soli due veri tecnici. De Franciscis è ufficialmente controlloredel proprio operato. Sarà conflitto dinteressi? Berlusconi ha fattoscuola nel centrosinistra.Una visita a Lo Uttaro lhanno compiuta stamattina un giornalista e trefotografi (Eduardo Castaldo, Antonino Sgrò, Loris Savino) provenienti davarie parti dItalia, regolarmente ammessi, previo appuntamento e dopoconsultazione con le autorità.I reporter non riescono a credere ai propri occhi. Uno di loro, che si èaccostato di più ai cumuli, comincia a piangere per i gas irritanti delladecomposizione. I quattro stentano anche a credere alle proprie orecchie.Larchitetto Vagliaviello, responsabile della discarica, che fa da guida,spiega: «Qui arrivano la FOS (Frazione Organica Stabilizzata) e ilsovvallo dallimpianto per CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) di SantaMaria Capua Vetere». Forse larchitetto conta sullignoranza deigiornalisti. O non ha le idee molto chiare.Un reporter chiede: «Ma la FOS non dovrebbe essere stabilizzata, nonputrescente? E le bottiglie di plastica che centrano?» Larchitettorisponde: «Limpianto CDR non funziona proprio come dovrebbe. E il resto èsovvallo». «Ma per sovvallo lei cosa intende?». «Quello che vedete qui»,risponde larchitetto.«Quelle cisterne?», chiede un altro reporter. «In quelle raccogliamo ilpercolato, poi regolarmente lo portiamo via. I tubi a terra, invece,servono a trasportare il gas che si forma nel sottosuolo». «Percolatodalla FOS?». «Si. Percolato. E' tanto. Per smaltirlo, presto aggiungeremoaltre quattro cisterne».Lo Uttaro è a due passi da interi quartieri densamente abitati di quattrocomuni. Ora che è arrivato il caldo, molti che abitano intorno a Lo Uttaropossono scegliere tra due forme di insonnia: sudare con le finestreserrate o aprire allasfissiante Grande Puzza della discarica e dei suoiannessi. Questo è il modello a basso impatto ambientale celebrato dalsupercommissario Bertolaso, da De Franciscis e dal sindaco di CasertaPetteruti.

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